Partecipa alla gara creativa!

Se sei un insegnante o un dirigente delle scuole secondarie di primo grado, ricordati di spedire gli elaborati entro il 20 marzo 2018 (farà fede il timbro postale), come indicato nelle norme di partecipazione. Non dimenticare, inoltre, di documentare con fotografie e report il lavoro svolto quotidianamente in classe con i bambini. Raccogliete tutti i materiali, allegateli alle opere realizzate e spedite tutto in busta chiusa!

La giuria assegnerà un premio ai tre migliori elaborati delle scuole secondarie di primo grado, seguendo i criteri di originalità delle opere, creatività e impegno. L’opera vincitrice sarà reinterpretata da un team di writer professionisti sul muro della scuola e sarà poi ricoperta da biossido di titanio, una sostanza che può contribuire ad assorbire l’inquinamento dell’aria. Inoltre, le tre scuole vincitrici si aggiudicheranno una stampante 3D Dremel.

Come nascono i venti?

  • Con uno spostamento d’aria che va da una zona calda verso una zona fredda
  • Da due grandi ventilatori posti ai poli
  • Con uno spostamento d’acqua fredda che va da una zona mite verso una bollente

Ogni refolo, spiffero o soffio di vento è costituito da un volume d’aria più o meno grande che si muove da un luogo caldo verso un luogo più freddo. O, per essere più precisi, da una regione dove c’è abbondanza d’aria (comunemente nota come alta pressione) a un posto dove c’è più scarsità (bassa pressione).

Perché gli aerei di linea preferiscono volare ad alta quota?

  • Per sfruttare la forza delle correnti a getto, risparmiando tempo e carburante
  • Perché ai piloti piace atterrare scendendo in picchiata per risparmiare carburante
  • Per permettere ai passeggeri di godere del panorama e scattare belle foto

Salendo di quota nel cielo, il vento soffia ancora più forte per effetto delle enormi differenze di pressione e temperatura. Queste raffiche poderose sono conosciute come “correnti a getto” e si localizzano di solito tra i 9mila e i 10mila e 500m di altezza. Le correnti a getto possono raggiungere velocità superiori ai 350km orari! Per questo motivo vengono utilizzate dagli aerei di linea per risparmiare tempo e carburante.

Come si chiama lo strumento utilizzato per identificare la direzione dei venti?

  • La rosa dei venti
  • La rosa del deserto
  • Il ventometro

Per identificare i venti in base alla direzione da cui provengono possiamo servirci della rosa dei venti, una vera e propria mappa dell’aria.

Stabilisci la giusta relazione tra i punti cardinali e i principali venti.

  • Nord — tramontana / Est — levante / Sud — ostro / Ovest — ponente
  • Nord — mezzogiorno / Est — levante / Sud — ostro / Ovest — ponente
  • Nord — mezzanotte / Est — ponente / Sud — mostro / Ovest — west

La versione più semplice della rosa dei venti è formata dai soli quattro punti cardinali.
Nord. È da qui che spira il vento che chiamiamo tramontana.
Est. Il vento di levante soffia da questa direzione.
Sud. Da qui proviene il vento di mezzogiorno, conosciuto anche come ostro.
Ovest. È la direzione da cui spira il vento di ponente.

Quali sono i venti che arrivano dai punti cardinali intermedi e completano la rosa dei venti?

  • Micineale — Maestrale — Scirocco — Libeccio
  • Grecale — Maestrale — Scirocco — Libeccio
  • Grecale — Maestrale — Barocco — Libellula

La rosa dei venti completa oltre ai venti che arrivano dai quattro punti cardinali principali, permette di riconoscere anche i venti che arrivano dai punti cardinali intermedi:
Nord — Est (NE 45°). È da qui che soffia il grecale.
Nord — Ovest (NW 315°). Da qui proviene il vento conosciuto come bocca del maestrale.
Sud — Est (SE 135°). Da questa direzione soffia il vento di scirocco.
Sud — Ovest (SW 225°). Da qui spira il vento di libeccio.

Bravissimo! Soffia! per te ora non conosce segreti.

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